«L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.»

Dato che l’Italia è una Repubblica democratica, la sovranità, ossia il potere fondamentale dello Stato appartiene agli stessi Italiani.

ITALIA SOVRANA

La Sovranità appartiene al Popolo Italiano

Ora la beffa è definitiva! Speranza resta dov’è: in Senato i partiti favorevoli calano la maschera

L’happy ending, si sa, appartiene soltanto al registro narrativo delle fiabe: dove tutto finisce bene e anche le contraddizioni più spigolose, in ultimo, si appianano. La realtà quotidiana, per parte sua, presenta se non sempre, assai spesso esiti drammatici; esiti in cui purtroppo a trionfare è lo scenario peggiore. Non fa eccezione quanto accaduto in merito alla sfiducia proposta per il ministro della #Salute​ Roberto #Speranza​, del quale in tutta sincerità speravamo di cuore in un nuovo futuro di scrittore di best sellers come “Perché guariremo” pur di non vederlo più sullo scranno di ministro della salute. Del resto, come più volte ho evidenziato, la gestione dell’#emergenza​ epidemiologica da parte del governo italiano può complessivamente definirsi catastrofica, come peraltro corroborato dai disastrosi numeri che purtroppo rendono l’#Italia​ un exemplum in negativo a livello europeo. Ebbene, il #Senato​ ha bocciato la sfiducia a #Speranza​, solo 29 voti a favore. Anche la #Lega​ di #Salvini​ ha avuto il coraggio, per non dire la sfacciataggine, di appoggiare il ministro dal sempre riflessivo e pensoso sguardo, con ciò fugando ogni residuo dubbio circa il suo reale posizionamento nel diagramma dei rapporti di forza: la Lega, che fu partito della #Padania​ e poi della sovranità nazionale, si scopre ora fazione degli euroinomani capitanati da #MarioDraghi​, il teorico del salvataggio dell’euro “whatever it takes”.

Il mutamento metamorfico-kafkiano può dirsi compiuto. La Lega si avventura, dulcis in fundo, ad appoggiare Roberto Speranza, non appoggiando la sua starei per dire “doverosa” sfiducia. Sì, proprio lui. Il ministro che disse testualmente che poneva in essere “con animo sereno” le misure emergenziali anti-Covid che avrebbero, di lì a poco, compiuto una ecatombe di lavoratori e di attività lavorative. Ancora, il ministro che, nel suo già citato best seller, ritirato dal commercio ancor prima di arrivare in libreria, si permise senza pudore di asserire che bisognava “imporre” agli italiani di stare in casa e chiudere le attività “non essenziali”. Ancora, il ministro che disse testualmente, sul proprio profilo Facebook, “la #sanità​ pubblica viene prima di tutto” dopo aver militato in partiti e governi che l’avevano ampiamente decurtata in nome del vangelo #neoliberista​ dei tagli e della spending review. Speranza resiste e persiste: sopravvive al #governo​ giallofucsia presieduto dall’avvocato dei mercati Giuseppe Conte e non riesce a fermarlo neppure la proposta di sfiducia recentemente avanzata. Insomma, continua a rimanere dov’è, immarcescibile e inamovibile. Il ministro Speranza, delizia del genere umano, pronto a tutelare, come finora ha fatto, la salute degli italiani. E soprattutto a occupare stabilmente il posto che occupa già da parecchio tempo.

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