«L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.»

Dato che l’Italia è una Repubblica democratica, la sovranità, ossia il potere fondamentale dello Stato appartiene agli stessi Italiani.

ITALIA SOVRANA

La Sovranità appartiene al Popolo Italiano

GIORGIA MELONI INCONTENIBILE SUL PNRR ▷ “DRAGHI, NON LO ACCETTIAMO! AVETE DERISO QUESTO PARLAMENTO!”

Arriva il sì dalla #Camera​ alla risoluzione in merito al #Pnrr​ presentato dal Premier #Draghi​ in aula. In seguito all’intervento del Presidente del Consiglio si sono registrate le dichiarazioni finali, dove ha preso la parola il deputato, nonché leader di Fratelli d’Italia #GiorgiaMeloni​.

Presidente Draghi, nella sua relazione di presentazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, ieri, in quest’Aula, lei ha utilizzato toni molto altisonanti. Ha detto che in quei Piani è contenuto il destino del Paese. È vero: le risorse dei #RecoveryPlan​, insieme alle altre, per un totale complessivo che arriva più o meno a 250 #miliardi​ di euro, sono probabilmente l’ultima grande occasione che noi abbiamo di dare a questa Nazione il prestigio, lo sviluppo, la forza che merita. E quei Piani, che siano buoni oppure no, ci vincoleranno tutti per molti anni. Allora, vede, Presidente, la domanda che io devo fare a lei, ma anche ai colleghi, ai Presidenti delle #Camere​, al Presidente della #Repubblica​, agli osservatori, alla stampa, è: davvero pensate che sia giusto e sia normale, o che sia responsabile, che il Parlamento della Repubblica italiana voti un documento di tale portata, senza avere avuto non dico la possibilità di formulare le proprie proposte, ma, ancora prima e ancora peggio, il tempo necessario per leggere questo Piano? Pensate che sia normale votarlo a scatola chiusa? Scusate, è giusto, è normale, è responsabile votarlo a scatola chiusa? Perché, Presidente #Fico​, la #democrazia​ parlamentare non è che si può invocare solamente quando serve, diciamo così, a giustificare i giochi di palazzo che impongono Governi sui quali i cittadini non hanno potuto dire la loro. E questo Parlamento, scusatemi, su questo Piano, che forse è il documento più importante della nostra storia repubblicana, è stato ignorato, verrebbe da dire è stato deriso. Fratelli d’Italia aveva garantito, ha garantito e continua a garantire una opposizione patriottica e responsabile, ma è proprio quella responsabilità che oggi ci porta a dire che noi non siamo nella condizione di giudicare – in coscienza! – un documento di 330 pagine, che comporta una spesa di 250 miliardi di euro in tutti i settori vitali della Nazione, con una serie di riforme nevralgiche, in 24 ore! Perché siamo persone serie! Per carità, forse siamo meno intelligenti dei nostri colleghi, forse qui siamo i meno intelligenti, non siamo abbastanza veloci a leggere, o forse semplicemente siamo gli unici che non sono costretti a dire che va sempre tutto bene, perché non va bene affatto, permettetemelo, non va bene affatto. E mi aspetto che la stampa, se esiste una stampa libera, interroghi i colleghi della maggioranza sui contenuti del Piano che avranno approvato, per sapere se hanno votato qualcosa coscienziosamente, oppure se hanno indebitato gli italiani per qualche decennio senza aver neanche letto il Piano con il quale li indebitavano, magari per barattare il loro ruolo di rappresentanti dei cittadini con la poltrona da parlamentari. E la verità, Presidente Draghi, è che la scelta di esautorare il Parlamento è stata una scelta politica: voi non volevate trovarvi nella difficoltà di dover mettere insieme la vostra litigiosa maggioranza. E così abbiamo buttato il bambino con l’acqua sporca. E non si può fare, mi dispiace, ma non si può fare. E questa è la famosa unità nazionale che ci avete tanto decantato? Tutti uniti nel non contare assolutamente nulla? Beh, non mi pare una grande cosa, colleghi, sinceramente non mi pare una grande cosa. È stata una scelta politica perché, Presidente, lei dice: il 30 aprile non è una data mediatica; non era neanche una data perentoria, e lei lo sa bene. E la #Commissioneeuropea​ lo ha ampiamente ribadito. Noi avremmo potuto dare una settimana a questo Parlamento per entrare nel merito del Piano, magari per provare a migliorarlo, e Fratelli d’Italia, che è il partito d’opposizione, quindi quello che poteva creare qualche problema, aveva dato la sua disponibilità a stare qui 24 ore al giorno, se necessario, per lavorare bene e consegnare il Piano nei tempi. La scelta è stata una scelta politica, perché noi, invece, di questo Piano non abbiamo saputo niente e non possiamo fare niente. In compenso, però, ci viene detto che c’è il disco verde della Commissione europea, perché loro, invece, il Piano l’hanno potuto leggere, e speriamo che non lo abbiano scritto direttamente. Allora, Presidente Draghi, un partito serio – e concludo, Presidente Fico – non vota un documento così imponente e importante in assenza di risposte a domande come questa, e a molte altre che potrei fare, e non accetta il metodo di un Piano volutamente tenuto chiuso in un cassetto e, poi, presentato al Parlamento con la formula del “prendere o lasciare”.

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