«L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.»

Dato che l’Italia è una Repubblica democratica, la sovranità, ossia il potere fondamentale dello Stato appartiene agli stessi Italiani.

ITALIA SOVRANA

La Sovranità appartiene al Popolo Italiano

L’ultima beffa del Recovery Plan: niente salario minimo. Guardate quanto destinano alla sanità…

L’#UnioneEuropea​ ci regala il suo ennesimo “scherzo da prete”, come usa dire. Nella versione finale del “#RecoveryPlan​” inviato al #Parlamento​, sparisce il #salariominimo​. Eppure, come sapete, esso era presente nella bozza. Ed era, di più, uno dei temi che maggiormente erano stati impiegati, al tempo, per addomesticare e imbonire l’opinione pubblica: per convincerla, segnatamente, che contrariamente a quanto va ripetendo la vieta retorica #sovranista​, populista e complottista, l’Unione Europea coincide con l’El Dorado dei #diritti​, con la cornucopia del welfarismo e con il bengodi delle classi lavoratrici.

Insomma, diciamolo apertamente: hanno impiegato artatamente il tema del salario minimo per indorare la pillola dell’ennesimo dono avvelenato, quello del Recovery Plan, per indurre le masse teledipendenti e manipolate dal circo mediatico ad accettare, ancora una volta, ciò che negava completamente i loro interessi basici. E ora scopriamo, senza invero stupircene, che il salario minimo è uscito dal circolo dell’apparire, come se mai fosse stato proposto: la sua funzione l’ha svolta e ora i cinici tecnocrati senz’anima che chiamano “#integrazione​ europea” il massacro di classe gestito dall’alto possono annichilirne ogni traccia. L’inganno del Recovery Plan, peraltro, non si risolve in questa vergognosa e inqualificabile promessa smentita del salario minimo. Come se non bastasse, accanto a ciò v’è il fatto, non meno inqualificabile, che, nella “torta” del Recovery Plan, la fetta più modesta è quella dedicata alla #sanità​: appena 15,6 miliardi, a fronte dei 57 miliardi consacrati alla “transizione ecologica”; formula squisitamente orwelliana che allude, al di là del “velame de li versi strani”, al transito alla #greeneconomy​ delle classi dominanti, ossia al new capitalism ritinteggiato di verde, sotto il quale si nasconde il vecchio sfruttamento. Insomma, nel bel mezzo di un’#emergenza​ che ci dicono essere una #pandemia​ globale, i danari destinati alla sanità pubblica vengono per ultimi in ordine di importanza, dopo la transizione ecologica, dopo la digitalizzazione e dopo una non meglio chiarita “inclusione”. Insomma, s’è ampiamente inteso: il motto “la #salute​ è la cosa più importante” vale, per i centurioni dell’ordine neoliberale, solo quando si tratta di comprimere i diritti e le #libertà​; quando si tratta di distribuire i fondi, la salute diventa, al contrario, la cosa meno importante.

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