«L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.»

Dato che l’Italia è una Repubblica democratica, la sovranità, ossia il potere fondamentale dello Stato appartiene agli stessi Italiani.

ITALIA SOVRANA

La Sovranità appartiene al Popolo Italiano

Virus mania, come l’industria medica inventa epidemie per fare profitti

“La popolazione è terrorizzata dai report del cosiddetto Covid-19 ma gli autori di Virus Mania mostrano come la paura creata da allarmismo sia infondata”

Di Monica Camozzi

Virus mania, come l’industria medica inventa epidemie per fare profitti

“Il primario intento della ricerca clinica finanziata commercialmente è di massimizzare il ritorno finanziario sull’investimento. Non la salute”. Così  John Abramson, Harvard Medical School.

Uno dei tanti nomi di studiosi, medici, scienziati, premi Nobel, accompagnati da circa 1.400 ricerche scientifiche all’interno del libro Virus Mania. Che ha un carico pesante nel suo messaggio: ci dicono la verità? Chi è incaricato di proteggere la nostra salute sta svolgendo il proprio compito o ha deviato?  L’accusa degli autori, il giornalista investigativo Torsten Engelbrecht e il medico Claus Köhlnlein, è molto forte: “le case farmaceutiche e gli scienziati di punta rastrellano enormi somme di denaro puntando sui germi e i media alzano la loro audience riferendo la cosa in modo sensazionalistico (sono analizzate le coperture del New York Times e dello Spiegel)”.

Il libro analizza le epidemie degli ultimi anni, da un lato e dall’altro mette sotto il microscopio esperimenti, test clinici, statistiche e politiche di governo, arrivando a una conclusione che risulta come una doccia fredda. Parte dall’ultimo grande allarme del papilloma virus, accusato di causare il cancro della cervice uterina per arrivare a aviaria, SARS, ebola, epatite C, HIV, comprendendo ovviamente il Sars Cov 2 e dimostrando che la fobia virale non è giustificata perché “l’esistenza, la patogenicità e gli effetti mortali di questi agenti non sono mai stati provati”.

L’accusa di Virus Mania: a uccidere le persone non sono patogeni mai isolati

“La popolazione  è terrorizzata dai report del cosiddetto Covid 19, della suina, della SARS, della BSE, dell’AIDS o della polio del morbillo. Ma gli autori di Virus Mania mostrano come la paura creata da allarmismo sia infondata  e come il caos creato dal virus ignori i basilari principi scientifici: l’esistenza, la patogenicità e gli effetti mortali non sono mai stati provati”.  Così Gordon Thallon Stewart, professore di salute pubblica e laureato in medicina tropicale e igiene all’università di Liverpool.

Già, ma di cosa muoiono le persone? La vera doccia fredda è la risposta. Gli autori, coadiuvati da ricerche di premi Nobel come Barbara McClintock, Walter Gilbert, Sir Frank Macfarlane Burnet, Kary Mullis, così come da migliaia di lavori scientifici, lo dicono chiaro: “i presunti agenti contagiosi sono prodotti dalle cellule stesse come conseguenza di fattori di stress quali farmaci, metalli pesanti, pesticidi, inquinamento, cattiva alimentazione. Lo scopo di questo libro è riportare il dibattito su un livello scientifico e riportare la medicina a una analisi imparziale dei fatti”.

Sul banco d’accusa la PCR (tampone). Intanto che l’ECDC definisce la sua invalidità oltre i 24 cicli.

Il libro mostra altresì come la moderna medicina utilizzi strumenti di laboratorio indiretti per dimostrare l’esistenza di virus come i test anticorpali e la PCR (Polymerase chain reaction).  Già nel 2007, anno della prima uscita di Virus Mania ora aggiornato al 2021, il New York Times pubblicava un’inchiesta invalidando la PCR. Titolo: la fede nei test rapidi porta a false epidemie” (faith in quick test lead to epidemic that wasn’t)

Attraverso testimonianze, affermazioni e casistiche di medici che utilizzavano I test, l’inchiesta dimostrava chiaramente come emergessero falsi positivi e come questo causasse esagerazioni e falsi allarmi.

Gli autori citano ovviamente il Nobel Kary Mullis, l’inventore della PCR, strumento per replicare sequenze di Dna che non va usato come test virale, come espresso dal suo creatore.

Che non esista un Gold standard e che non siano stati rispettati i quattro postulati di Koch, bibbia della scienza, viene urlato a gran voce da decine di ricercatori ed emerge in studi capillari come quello di Jessica C.Watson della Università di Bristol, nel suo studio “Come interpretare un risultato di test del Covid 19” recentemente pubblicato sul British Medical Journal, in cui è chiaramente scritto “c’è una lacuna di un gold standard chiaro per il test Covid 19”.  (“Interpreting a COVID-19 test result”).

Definitiva, sulla PCR, la risposta di ECDC in questi giorni: vale fino a 24 cicli

Sulla PCR si è espressa la ECDC, European Center for Disease Control, interpellata dall’avvocato Mauro Sandri che il 24 marzo ha portato in Tribunale il Ministero della Salute e l’ISS. “L’ECDC, cioè la massima autorità europea in materia sanitaria ha risposto in maniera ufficiale -ha spiegato Sandri ad Affaritaliani- perché sia attendibile un tampone, si può arrivare fino a 24 cicli. Qui si parte da 35 per arrivare a 41. L’ECDC per valutarlo rimanda allo studio Bullett, che abbiamo inserito nell’atto.

Dopo la soglia massima dei 24 cicli ogni centrifugazione determina un errore del 30%”.

Sandri attende, dopo la terza udienza fatta ieri, che chiude la lunga istruttoria, una decisione della magistratura in merito alla attendibilità dei tamponi. Questione di giorni o di ore.  La bocciatura ai tamponi è già arrivata dal tribunale di Vienna e  dalla Corte d’appello del Portogallo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *